Il triangolo sì: degustazione cibo-vino-olio al Gambero Rosso

L’altra sera sono stata invitata a una serata veramente interessante al Gambero Rosso a Roma, di quelle che tutte le volte benedico questo blog che mi permette di avere certe vie preferenziali.  Il tema della serata era una degustazione guidata  e interlocutoria di due triplette di abbinamento cibo-vino-olio. Una  cosa a tre per capirci, un po’ come il famoso triangolo di Renato.

Che poi  ad essere onesta, non è che l’altra sera hanno scoperto qualcosa di nuovo, che vino olio e cibo vadano armonizzati tra loro è chiaro ed assodato, che se ne faccia una serata a parlarci su però effettivamente è la prima volta che mi capita e mi è piaciuto molto. Perché c’erano sì tre esperti del Gambero a Guidare, ma la dinamica era interlocutoria e anzi si era invitati a dire la propria. Inutile andarci troppo per il sottile, non me lo sono fatto dire due volte e ho approfittato abbondantemente della cosa.

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1° Degustazione pane, olio di olive di Gaeta e Verdicchio di Matelica

La prima proposta è stata una semplice bruschetta fatta con del pane di Genzano tostato al forno e con Olio Monocultuvar Itrana Bio – Orsini abbinata a un  Verdicchio di Matelica Meridiana ’10 – Belisario.

Senza mezzi termini sorprendente e secondo me il più azzeccato delle due proposte. Partiamo dall’olio, innanzi tutto la provenienza, di Priverno, in provincia di Latina, che poi è vicino a casa mia al mare. E quindi capitemi me lo sono segnato. Si tratta di un olio Monocultivar, ossia proveniente da una unica qualità la Intrana, che poi è l’oliva conosciuta come oliva di Gaeta. E già qui il fatto che venga fatto con un oliva da mensa è cosa particolare.

Comunque, quest olio è caratterizzato da note piccanti e mare ben dosate e da un sentore netto e decido di foglia di pomodoro, tanto forte che mai lo avevo sentito prima così prepotente e piacevole. Il tutto ovviamente veniva esaltato dal pane caldo e croccante.

In abbinamento a questo, un vino da segnare nella lista dei desideri e che non conoscevo affatto. (Ma come ho fatto a vivere nell’ignoranza?) Si tratta del Verdicchio di Matelica 2010 dell’azienda Belisario. Un vino rotondo, importante e corposo, con forti sentori di erbe aromatiche e inparticolare basilico.

Quindi, a questo punto immaginate, la bruschetta con il sentore di foglia di pomodoro e qesto vino con il sentore di basilico. Praticamente sembrava di mangiare una panzanella. Da innamorarsi al primo morso. [Per inciso ho scoperto che sul loro sito è possibile acquistare]

2° Degustazione pasta e ceci, olio a crudo Moraiolo e Dolcetto di Dogliani 

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Pasta e Ceci del Solco di Acquapendente di Luigi Ogliotti (ingredienti per 4 persone)
(50 gr di lardo, olio extra vergie di oliva, rosmarino, aglio, cipolla bianca, pepe nero , ditalini rigati, odori per la cottura dei ceci)
Battete al coltello il lardo con gli odori e soffriggere in olio extra vergine. Far bollire i ceci, reidratati per 24 ore in acqua fredda, e portarli a cottura per almeno 2 ore.
Unire 2/3 dei ceci al soffritto con parte della loro acqua di cottura e conservare i restanti legumi. Frullate il tutto e filtrate con un passino fineUnite alla passata i ceci lasciati interi e cuocete la pasta nella passata.  Finite il piatto con olio crudo pepe nero e rosmarino.

La pasta e ceci, inutile andarci per il sottile era perfetta, i ceci piccoli e ancora un poco croccanti erano (pace all’anima loro) cotti alla perfezione. In tutto questo l’olio a crudo scelto era un perfetto esaltatore del gusto e della armonia del piatto. La scelta dell’olio è andata su un olio umbro Il Sincero Monocultivar Moraiolo Del Frantoio Viola, un olio molto fruttato con note veramente decise di amaro e piccante, tipiche della varietà Perfetto per l’accostamento ocn il dolce del cece e che reggeva decisamente il pepe nero del piatto di Ogliotti. Il vino scelto  è stato un Dolcetto Dogliani Sup. Il Clou ’11 – Cantina Clavesana, molto interessante per il rapporto qualità prezzo (9.90 euro), fresco con un leggero tannino, che non invadeva il palato ma che faceva da accompagnamento gradevole, un po’ come una compilation del Buddah Bar in un locale Lounge.

Io la mia degustazione me la sono goduta, c’è però anche una buona notizia per voi e cioè che ci sono altre tre date in programma (16 aprile, 30 aprile e 21 maggio),  io per non lasciare nulla al caso vi lascio il link della sezione eventi del Gambero Rosso.

 

Il triangolo sì: degustazione cibo-vino-olio al Gambero Rossoultima modifica: 2014-03-23T08:29:02+00:00da amarituda
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