Spiedini Pastasciusset e il richiamo del vaccino
15/05/2013
Ragazzi, sono appena tornata da Boston che il marito mi si è remotizzato là da un paio di mesi.
E' andato a respirare un po' di aria del MIT (Massacchusetts Institute of Technology), che sta a uno che come lui lavora nell'innovazione tecnologica, come il vaticano sta ai preti. E quindi io e prole quasi treenne siamo andate a fargli vistita, a Botton in Pastasciusset, per dirla con le parole della pargola.
Boston è tanto bellina per carità, si respira un entusiasmo e un fervore intellettuale che affascina, ma stendiamo un velo pietoso sulla questione alimentare, che per una che va scrivendo di cucina nottetempo, capirete ha la sua importanza.
Vi giuro io ci ho provato a mangiare americano, ma finivo tutte le volte immancabilmente a pensare:
Questo 'o damo ar gatto, co questo c'ammazzamo le cimice...
e mi tocca confessarvelo, un giorno mi sono pure preparata una amatriciana. La fame è brutta, signore mie. C'è poco da fare, non riesco ad apprezzare quel tipo di cucina, non riesco a non pormi domande di fronte a colori troppo sgargianti di zuccherini buttati in ogni dove. Ognuno c'ha i suoi limiti.
Mio marito mi dà un po' della snob, ma poi l'amatriciana se l'è spazzolata con tanto di bis aggiungo e preciso. E siccome lo so, che verrà nel blog e leggerà questa ricetta, io questi spiedini li ho preprati per lui.
Dovevo infatti preparare una ricetta per la sfida tra blogger lanciata da Ponti: "Ti prendo per la gola così perdi la testa", l'idea è quella di 6 sfide tra foodblogger italiani a tema.
Stavolta gli ingredienti erano pasta - pomodoro e pesce e ovviamente almeno due tra i prodotti Ponti in dotazione. Ora io a mio marito la testa gliel'ho fatta perdere 20 anni fa, ne sono certa, ma il gioco sta tutto nel non fargliela ritrovare. Questa ricetta è un po' come il richiamo per il vaccino, prolunga l'effetto della dose iniziale.
Ecco cosa vi occorre per 10 spiedini, poi se ne volete di più o di meno fate le opportune moltiplicazioni:
- 15 fusilli grandi (ne ho messo qualcuno in più per l'assaggio ;))
- 10 pomodori
- 10 mazzancolle
- rughetta in foglie
- 1 cucchianino di Dolce Agro Ponti
- olio evo
- sale
- glassa all'aceto balsamico Ponti
Procedimento:
Lessate la pasta in acqua salata e fatela freddare sotto il getto di acqua fredda per fermare la cottura.
Private le mazzancolle della testa, del carapace e dell'intestino e poi gettatele in acqua bollente e lessatele per qualche minuto, scolatele e fatele freddare.
Mettete la pasta e le mazzancolle in una ciotolina e conditele con olio e 1 cucchiaino di condimento dolce agro, assaggiate e se necessario aggiustate di sale.
Lavate i pomodorini e la rucola e asciugaeli rispettivamente.
Formate gli spiedini tagliando in due i pomodori e aternando:
1/2 pomodorino - rughetta - pasta - rughetta - mazzancolla- rughetta - pomodorino
Guarnite e condite con la glassa di aceto balsamico.
Ah dimenticavo, ovviamenete votatemi con un like a questo link
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Annunciazione, annunciazione: da oggi solopergusto è anche vino
20/04/2013
Più o meno è andata così: Twitter il luogo del delitto
Io (@amarituda) che parlo di mangiare e cavoli miei, lui (@vinoalvino) che parla di vino e cavoli suoi, ci si folloua vicendevolmente.
Scopro via via che ha ben 2 blog, vino al vino e le mille bolle blog (blog tutto dedicato alle bollicine), e che di vino e affini ci capisce davvero, questo il suo curriculum.
Poi a un certo punto, lui fa outing, e dice che nonostante io sia romanaccia, gli piace il mio modo di raccontarla. Ecco le prove:

Scherza oggi e scherza domani, alla fine arriva scatta l'idea di fare società o meglio una joint venture, come l'ho chiamata io per darmi un tono e far vedere che tutti i soldi che papà ha speso per farmi studiare sono valsi a qualcosa.
La questione è facile, ad ogni mio post di ricette ci sarà un suo suggerimento per l'abbinamento del vino.
Insomma, nonostante lui sia polentone, l'idea, che è sua, è buona e interessante e io dico subito di si, dopo aver dato sfoggio di terminologia societaria anglofona, ad essere precisi.
A questo punto tocca a voi: stay tuned.
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L'inaugurazione del ristorante Barzilai
14/04/2013
I più attenti di voi sapranno che giovedì sono andata all'inaugurazione del ristorante Barzilai, praticamente un tuffo negli anni 70. Non casuale, perchè il richiamo dell'arredamento è studiato apposta, mi hanno detto.
La zona è quella dell'infernetto, a Roma. L'idea è di un locale polivalente, dove si può andare come ristorante o anche per un aperitivo, oppure per un cocktail. Il cocktail ve lo prepara questa ragazza qui, che vedete in foto e che pare stia "progettando" una vodka al bacon. Io ho provato il suo vizietto, il nome era troppo intrigante, gli ingredienti pure: gin, rum, vodka, malibù, batida de coco, ananas, half&half e granatina. Una bomba.
Interessantissima pure l'insalata tiepida di pollo e mele e la torta rustica ripiena di verza. Buono anche il panino senape e cipolla rossa di tropea, dove pure il panino era home made. Giusto per farvi capire la cura degli ingredienti.
La cucina poi è sia romana, che internazionale con qualche puntatina artusiana e voi lo sapete che io per l'Artusi ci ho un debole.
Insomma, un posto fuori dal coro che val bene una visita. Tutta la serata, sempre ad onor di precisione, è stata allietata da un DJ con musica rigorosamente seventies.
Sono stata tanto tentata, lo ammetto, di fare una puntatina a casa per tornare sfoggiando il jeans a zampa di elefante con cotonatura del capello a tema.
Via Ermanno Wolf-Ferrari, 287
000124 Roma-Infernetto
06/50087657
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Bancovino, definizioni fricchettone e killer applications
04/04/2013
Sono onesta, avevo letto dell'inaugurazione di Biancovino su facebook e avevo rosicato, perché è inutile che sto qua a tirarmela, a me piace da morire andare in giro a sperimentae posti nuovi e nuove cucine, d'altronde se così non fosse probabilmente non starei qua nottetempo a raccontarvela.
Poi è successo, che hanno fatto la festa di buon vicinato e mi hanno invitato, ho guardato l'indirizzo e praticamente stava vocinissimo a lavoro, Roma, zona Prati.
Bhè mi è sembrato oggettivamente un segno del destino: dovevo andare. E indovinate un po', ci sono andata.
Il locale è piccolo, ma ben organizzato, una ventina di anni fa qualche fricchettone alla moda lo avrebbe definito multimediale, perchè il contatto col cibo e col vino lo puoi avere attraverso diversi "media":
- il bancone
- gli scaffali espositivi
- la cucina a vista
Oggi probabilmente, il figlio del fricchettone di cui sopra lo chiamerebbe "fusion" per questa sua pluri natura di vineria e di alimentari ricercato, di posto in cui poter fare un buon aperitivo dopo il lavoro, o una cena, o insomma quello che vi pare. Sabato prossimo per dirne una ci presentano un libro e il 10 aprile c'è una merenda con corso di maglia annesso.
Il posto vale una visita, e secondo me la "killer application", ossia la loro mossa vincente, è il fatto che mangi quello che puoi comprare: vini, formaggi e salsine varie.
A me, ad esempio, hanno colpito le palline che vedete nella foto lì sopra, semplicissime, robiola e bitto con semi di lino o papavero o anche la senape francese che avevano messo sulla polpetta di lesso. Da rifare. Per i vini interessantissimo il rosato "rosa merlot" della cantine Lupo, che tra l'altro è uno dei proprietari.
Quindi se qualcosa vi piace e volete fare breccia nel cuore di qualcuno: andate là provate e poi ve lo rivendete in un tête-à-tête casalingo, magari pure come farina del vostro sacco.
Ve devo di' tutto. A buon rendere. ;)
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La polpettatrice italica: polpette di polpo e pecorino
26/11/2012
Chiamatemi così. La polpettatrice. Ormai polpettizzo qualsiasi cosa. La mia pupa gradisce, io come ogni mamma che si rispetti, giosco.
La prima volta che ho mangiato le polpette di polpo è stato in Giappone, takoyaki si chiamano. Da noi a Roma, effettivamente non si fanno molto,anzi per nulla, non dico la ricetta nipponica ovviamente, ma la versione in polpette in generale. Il polpo lo mangiamo in insalata, con le patate, a volte al sugo. Ma polpettizzato proprio no. E' stato così che all'ennesimo diniego dell'erede, di fronte a una pietanza di pesce, mi si sono presentate in visione le polpettine giapponesi.
Volevo fare la ricetta originale, poi mi mancavano troppi ingredienti improbabili, e quindi il polpo l'ho polpettizzato all'italiana. Volendogli dare un tocco d'oriente lo potete servire con salsa di soia o pure wasabi, ma sono perfette anche in purezza.
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