1° maggio: fave e pecorino

30/04/2012

A Roma Fave&Pecorino stanno al primo maggio, come il panettone sta al Natale. E' tradizione, vanno mangiate. Ora però è necessario che io faccia outing, premetto che non mi sono mai tirata indietro, perchè i riti, specialmente quelli mangerecci vanno onorati, ma a me 'ste fave crude co 'sto pecorino, non hanno mai detto un gran che. Ora l'ho detto e mi sento come se mi fossi liberata da un peso.

fave e pecorino, solopergusto

 

Ricordo i primo maggio della mia infanzia, quando si andava tutti alla vigna di zio Nestore, arrivava il momento clou e tutti magnificavano il geniale abbinamento del legume col formaggio. Io mangiavo, e non capivo tutto quel sollevarsi di lodi. Un giorno le aprezzerò mi dicevo, non è possibile che fingano tutti. Quel giorno non è mai arrivato. A me la fava cruda col pecorino romano onestamente mi lascia indifferente, ne faccio volentieri a meno anzi.

Rimane però la questione della tradizione che va onorata. Oggi al supermercato non sono riuscita a non prendere le fave e il pecorino, ci provo di nuovo, mi sono detta, magari è l'anno buono che le apprezzo. Sono arrivata a casa, ho sbucciato la prima fava, ho dato un morso al pecorino, niente, nemmeno quest'anno sono pronta.

E adesso che ci faccio? Mangiarle crude non è per me,  ecco quindi la mia versione di fave e pecorino in crema,  A mio avviso tutta un'altra storia. Io l'ho accompagnata da listarelle di pizza bianca, ma anche spalmata sul pane ha il suo perchè.

Ecco cosa vi occorre:

  • 2 rondelline di scalogno
  • 1 tazza dio fave fresche pulite e sgusciate
  • 1 manciata di pecorino romano grattuggiato
  • olio evo

mettete a rosolare lo scalogno in un padellino con olio evo. Aggiungete le fave e fatele rosolare, salate e poi se necessario aggiungete un po' di acqua calda per terminare la cottura. Devono cuocere un tutto per 10 minuti. Togliete dal fuoco, aggiungete il pecorino e rendete crema con l'aiuto di un frullatore ad immersione.

Buon 1° Maggio.

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Fanatica e affidabile

30/04/2012

Perchè l'ho fatto? Perchè ho iniziato a scrivere su un blog?  Ci ho dovuto pensare su, perchè la decisione di inziare a dire la mia, l'ho presa d'istinto. La sera prima l'ho pensato e la mattina dopo ero già online, con quello che avevo preparato per colazione. Stava per finire il mio congedo di maternità, stavo per tornare a lavoro, la vita sarebbe diventata più complicata, e io ci ho aggiunto il blog. Perchè a me le cose facili, non sono mai piaciute.

E' stata Valentina con il suo premio "blog affidabile" a pormi indirettamente questa domanda e a farmici riflettere su. E la ringrazio sia per il premio...sia per lo spunto per la riflessione. Questi premi, dati tra blogger più o meno funzionano tutti alla stessa maniera: bisogna raccontare qualcosa di se, rigraziare chi te o ha dato e poi nominare un certo numero di vincitrici, stavolta 5. Qua trovate le regole di questo premio. Questo turno bisogna spiegare perchè si è deciso di aprire un blog.

Ci ho riflettuto. L'ho aperto perchè sono fanatica. Probabilmente mi farebbero onore motivazioni più profonde. Ma la verità è che avevo ed ho la pretesa che quello che ho da raccontare e come lo racconto sia di interesse, al momento considerando le statistiche del blog e le mail che ricevo di complimenti...sembra di si :)

Questo il premio,

e questi i 5 blog affidabili che nomino:

The Master of Cook

Federica del La cucina di Collefiorito

Rumi - cucina che ti passa

Ne mancano 2 lo so...ci penso un po' e li aggiungo.

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fusilli al pesto di rucola home made

25/04/2012

Non so se succede anche a voi, ma da me al supermercato è impossibile trovare la rucola che non sia quella "della busta". Quindi o hai tempo di andare al mercato infrasettimanale, e io non ne ho, oppure se hai voglia di rucola ti adegui ob torto collo al malcostume comune Io ogni tanto mi adeguo, lo confesso. Ma la cosa non mi va giù, e ci rimurgino.

pesto di rucola,

Sono anche andata a prendere di petto il fornitore di frutta e verdura del supermercato dove vado di solito, che per il resto della fornitura non si fa parlare dietro, chiedendogli la grazia della rucola, quella vera. E lui mi ha risposto che "la gente preferisce quella delle buste". Io mica ci credo. La gente non è scema, pagare di più per una cosa che vale di meno...sarò strana io. Forse, gli interessi e le logiche sono altre.

A tratti vengo presa da pessimismo cosmico, e penso che anche noi italiani, finiremo per mangiare quelle cose lì che vedete in foto, e che preciso, a casa mia hanno la sola funzione di soprammobile. E così, quando proprio arrivo al limite della sopportazione, scatta la spedizione punitiva in un agriturismo che è qui dalle mie parti. Il problema è che ci arrivo sempre dopo periodo di privazione, e lì presa da una sindrome a metà tra la fame atavica e lo shopping compulsivo, ne prendo quantitativi, che umanamente non è possibile consumare. Mi sono ritrovata quindi, col frigo trabordante rucola, presente la mogle di fantozzi con il pane? Ecco, più o meno.

Dell'aglio fresco che ho in frigo ve ne ho già parlato, l'idea del pesto era scontata, ma pure buona. E quindi l'ho fatto. Ora però, non è che io faccio il pesto di rucola un giorno si e l'altro pure, quindi mi sono andata ad ispirare un po' in giro nella rete. Ho preso questa di giallozafferano, ma l'ho totalmente stravolta nelle proporzioni.

Ho usato meno olio, perchè un bicchiere, francamente mi pareva esagerato, ci ho messo l'aglio fresco e ho tostato i pinoli prima di metterli nel mixer, per aumentare la fragranza finale. Ho aggiunto del ghiaccio, per mantenere il verde brillante della riucola e per ovviare al fatto che togliendo l'olio avevo diminuito troppo i liquidi. 

Eccovi la mia versione:

  • 120 gr di rucola, quella vera
  • 1/4 di aglio fresco
  • 70 gr di parmigiano
  • 30 gr di pecorino romano
  • 50 gr di pinoli 
  • 1 bicchierino da caffè di olio evo
  • sale un pizzico
  • 4 cubetti di ghiaccio
Tostate i pinoli in un padellino antiaderente, fino a che sprigioneranno tutto il loro profumo. Mettete tutti gli ingredienti in un recipiente stretto e lungo, e frullate con l'aiuto di un mixer ad immersione.

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Le insalate del Drago

22/04/2012

Per anni ho fatto finta che il mio colore preferito fosse il blu. Il blu è elegante, è sofisticato, è soft è lounge, fa tanto femme fatal per capirci, è quello che piacerebbe essere a me.

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La verità però e che io sono chiassosa e caciarona, divertente per alcuni, e pretendo il centro dell'attenzione. Se mi vedete in disparte, probabilmente non sto in me, ho almeno qualche lineetta di febbre.

Raggiunta una certa età mi sono detta, inutile recitare la parte della blu, se non sei blu dentro il blu ti viene male. E me ne sono fatta una ragione: il mio colore preferito, quello vero, è il rosso. Che poi è il colore dell'estate e della passione, non mi ha poi detto così male.

Ed è rosso anche mio fratello, rosso fuoco direi. Un vulcano. E' stato lui che mi ha portato da Singapore questo frutto: Dragon Fruit si chiama, da lui liberamente tradotto in "palle del Drago".

Con un nome così, e un colore così m'aspettavo un esplosione di sapore. E invece, ha un sapore molto delicato la cui consistenza è simile a quella del kiwi, ma non c'entra nulla al gusto. Forse a voler trovare una somiglianza nel sapore si potrebbe pensare al fico d'india.

A mangiarlo in purezza non ero un gran che ispirata, e quindi ne ho fatto due insalate. 

Nella prima ho usato un arancia non trattata, mezzo dragon fruit, olio evo biologico umbro e sale nero di cipro, per un tocco ancora più coreografico.

Nella seconda semplicemente, rucola, mezzo dragon fruit olio evo biologico umbro e fior di sale.

Le abbiamo messe ai voti, forse quella con la rucola è più equlibrata. Ma ci sono piaciute entrambe.

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Fusilli carciofi, aglio fresco, pinoli tostati,basilico e sale nero di cipro

21/04/2012

A me per svoltare la giornata mi basta trovare l'ingrediente insolito, stavolta è stato il turno dell'aglio fresco. Non sapevo nemmeno si vendesse fresco l'aglio. Golosa, ne ho preso un mazzetto e me lo sono portata a casa.

pasta benedetto cavalieri, pinoli, aglio fresco, carciofi

A fantasticarci su, ho iniziato appena salita in macchina, era quasi ora di pranzo. Guardacaso avevo trovato anche dei carciofi. Tempo di arrivare a casa, il da farsi ormai mi era chiaro.

La pasta é quella di Benedetto Cavalieri, bottino del contest di Atmosfera Italiana è una garanzia.

I pinoli tostati, li ho messi per dare una nota amara al piatto ed esaltare il gusto dei carciofi.

Ecco cosa vi occorre:

  • Aglio fresco (l'equivalente di 1 spicchio secco)
  • 2 carciofi
  • succo di limone
  • basilico fresco (5-6 foglioline)
  • 200 gr di fusilli 
  • sale nero di cipro
  • olio evo (io ho usato quello umbro)
Pulite i carciofi tagliateli a spicchi abbastanza sottili e metteteli in acqua acidula in modo che non anneriscano.
 
Tostate i pinoli in un padellino senza nè olio nè niente.
 
Mettete a scaldare dell'olio in una padella, e gettateci a rosolare l'aglio fresco tagliato a pessettini. Poi aggiungete i carciofi. E a metà cottura, unite il basilico tritato. Prima di terminare la cottura salate con il sale nero di cipro.
 
Nel frattempo cuocete la pasta secondo le istruzioni di cottura e scolatela al dente nella padella in cui state terminando la cottura dei carciofi. Mescolate per qualche secondo a fuoco vivo. Spegnete il fuoco e guarnitela con i pinoli tostati e delle foglie di basilico fresco che avete lasciato da parte allo scopo. 
 

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fitness fish: circa il non ritrovarsi Homer nel letto

20/04/2012

Sarò banale, ma io, care mie, il marito me lo so preso "fisicato".

platessa al forno, fitness fish, pesce dietetico

Lui, è uno di quelli che fa sport contento, di sua spontanea volontà. Non come me che lo faccio solo per gestire alla meno peggio il contenzioso che ho in atto con la forza di gravità.

Ora, un po' di coerenza, se vi siete prese il figaccione, perchè il figaccione vi piace, e tutte le sere gli presentate la parmigiana di melanzane, hai voglia di caricargli la panca piana, daje oggi e daje domani, l'addominale si appanna.

Quindi, per evitare di svegliarvi una mattina e ritrovarvi, senza che nessuno vi ha avvertito, con Homer Simpson nel letto, mandate lui a fare la sua parte in palestra e voi fate la vostra in cucina.

Questo a sua detta, e non è uno che non me la manda a dire, è il mio capolavoro di cucina fitness, per gusto e per equilibrio di sapori, si tratta della versione light e croccante del pesce panato. Tutto al forno, di olio, nemmeno un goccio.

Ecco cosa vi occorre:

  • 1/2 pacco di corn flakes quelli classici senza zucchero
  • 3-4 fette di culatello, senza grasso
  • sale affumicato
  • 2 uova
  • 10 filetti di platessa (anche surgelata, decongelatela però prima)
  • 2 uova

Tritate grossolanamente i corn flakes, lasciando qualche pezzettino più grande, quasi intero. Tritate anche il culatello. Mescolate e macinate generosamente nel mix del sale affumicato.

Sbatette le uova con il sale affumicato.

Prendete i dfiletti di platessa decongelati e ben asciutti. Passateli prima nell'uovo e poi nell'impanatura. Rivestite una teglia di carta da forno e fateli cuocere in forno a 200°C per 8-10 minuti. E stupitevi della croccantezza. Lui c'avrà gli addominali, ma a sposarmi ha fatto un affare, ammettetelo. 

Questo in foto è mio marito, e la pupa che ha in braccio è VS il nostro capolavoro

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Peccati di gola e l'arte del riciclo delle uova di Pasqua

08/04/2012

Questo è un post di riciclo in tutto e per tutto. E' un post vecchio infatti, però siccome secondo me è utile ve lo ripropongo.

Nel frattempo, ho accresciuto la mia cultura sull'argomento con tanta pratica e indefessa applicazione e con un po' di teoria appresa nel corso cioccolatoso fatto con Nadia.

Una chicca? Per riconoscere il cioccolato di qualità dovete andare a vedere l'ordine degli ingredienti. L'ottimo, nel caso fondente ad esempio è: pasta di cacao o massa di cacao, burro di cacao e poi zucchero. Ma questa combinazione ahimè è rarissima, un compromesso accettabile è che lo zucchero venga prima del burro, ma non prima della massa di cacao. 

Ora andate e fate come me, spulciate le etichette. Il risultato sarà qualche commesso indispettito che vi chiede pungente se avete bisogno di aiuto. Eruditelo sull'ordine degli ingredienti, se ne andrà lasciandovi il tempo che vi serve per la scelta, probabilmente pensando che siete pazzi. Ma questo è il prezzo da pagare per noi apostoli della qualità.

Ok forse sto esagerando, Vi faccio gli auguri, passo e chiudo.

 

2/05/2011

Una delle prime cose che ho fatto quando comprai il mio primo abbonamento ad internet in dial up (si parla di metà anni 90), fu quello di iscrivermi ad una newsletter di cucina.

cioccolata uova.jpg

Si trattava di una mailing list di cuochi professionisti, ma questo lo scoprii solo dopo qualche mese.

La mailing list era infatti molto attiva e ogni giorno ci si scambiava ricette e consigli, per mesi lessi in silenzio. Fintanto che un giorno decisi di fare la mia prima domanda, avevo tanta cioccolata in casa visto che era appena stata Pasqua, e chiesi quindi la collaborazione degli altri lettori per aiutarmi con idee golose a "disfarmi" della cioccolata.

Venni subito "cazziata" da più di un lettore, perchè mi dissero, che la cioccolata delle uova non è una cioccolata di qualità, quindi inadeguata per qualsiasi preparazione.... Venni, quindi, smascherata, e a tutti fu chiaro che io ero solo una ragazzotta di provincia appassionata di cucina e non una chef professionista :(

Da quel giorno, mi richiusi nel mio silenzio, e continuai solo aleggere gli interventi degli altri ....

 

Con questo post, mi voglio finalmente rifare:

- Innanzi tutto non è assolutamente vero che la cioccolata delle uova non è di qualità, dipende ovviamente da cosa si compra!

- Alla faccia degli chef della famosa mailing list vi voglio proporre una serie di idee per riutilizzare tale cioccolata

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Spaghettoni aglio e olio rinforzati al mosciame di tonno

01/04/2012

Mai e poi mai, avrei pensato di provare così tanto entusiasmo per una cosa chiamata "mosciame".

aglio e oglio, mosciame di tonno

Diciamocelo, onestamente, si poteva fare meglio a proposito del nome.

Sta di fatto, però, che si tratta di un prodotto spettacolare, versatile e che ti trasforma in una vivanda della festa pure la banale "aio e oio" che già di suo, ammettiamolo, ha il suo perchè.

Alla solita, la scelta degli ingredienti non è stata casuale, ecco cosa vi occorre per 2 persone:

- 200gr  spaghettoni di benedetto cavalieri

- 1 cucchiaio abbondate di mosciame di tonno tagliato a cubetti piccolissimi (come da foto)

- aglio (io ho usato quello di Sulmona)

- peperoncino, meglio se fresco

- olio evo, io sto nel periodo umbro, voi potete fare ovviamente come vi pare.

Prendete l'aglio, poggiatelo con tutta la camicia su di un piano e visualizzate una persona che proprio non sopportate (io ne ho una infallibile, che mi garantisce un risultato perfetto). L'avete visualizzata? Perfetto. A questo punto mollate un pugno all'aglio con tutti i sentimenti che avete in corpo.

Oltre ad essere tanto liberatorio, questo gesto vi permette di ottenere il perfetto aglio "contuso" che è la conditio sine qua non per la buona riuscita della aglio e olio.

Ora che vi siete rilassati, spezzettate anche il peperoncino.

Mettete a cuocere la pasta, in acqua bollente e salata.

Verso il termine della cottura della pasta mettete un po' di olio in una padella, con l'aglio e il peperoncino e fate scaldare. Togliete l'aglio contuso.

Scolate la pasta con un ragno, e gettatela nella padella e giratela velocemente sul fuoco. Se la vostra pasta è di qualità come quella usata da me, formerà una cremina meravigliosa. Togliete dal fuoco, aggiungete il mosciame di tonno, girate e servite.

 

 

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