Le insalate del Drago
22/04/2012
Per anni ho fatto finta che il mio colore preferito fosse il blu. Il blu è elegante, è sofisticato, è soft è lounge, fa tanto femme fatal per capirci, è quello che piacerebbe essere a me.
La verità però e che io sono chiassosa e caciarona, divertente per alcuni, e pretendo il centro dell'attenzione. Se mi vedete in disparte, probabilmente non sto in me, ho almeno qualche lineetta di febbre.
Raggiunta una certa età mi sono detta, inutile recitare la parte della blu, se non sei blu dentro il blu ti viene male. E me ne sono fatta una ragione: il mio colore preferito, quello vero, è il rosso. Che poi è il colore dell'estate e della passione, non mi ha poi detto così male.
Ed è rosso anche mio fratello, rosso fuoco direi. Un vulcano. E' stato lui che mi ha portato da Singapore questo frutto: Dragon Fruit si chiama, da lui liberamente tradotto in "palle del Drago".
Con un nome così, e un colore così m'aspettavo un esplosione di sapore. E invece, ha un sapore molto delicato la cui consistenza è simile a quella del kiwi, ma non c'entra nulla al gusto. Forse a voler trovare una somiglianza nel sapore si potrebbe pensare al fico d'india.
A mangiarlo in purezza non ero un gran che ispirata, e quindi ne ho fatto due insalate.
Nella prima ho usato un arancia non trattata, mezzo dragon fruit, olio evo biologico umbro e sale nero di cipro, per un tocco ancora più coreografico.
Nella seconda semplicemente, rucola, mezzo dragon fruit olio evo biologico umbro e fior di sale.
Le abbiamo messe ai voti, forse quella con la rucola è più equlibrata. Ma ci sono piaciute entrambe.
20:44 Scritto da: amarituda in blog life, contorni, cucina dietetica, cucina vegetariana, frutta | Link permanente | Commenti (6) | Segnala
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Insalata di radicchio trevigiano e mortadella croccante e il Nirvana nel piatto
11/03/2012
Domenica scorsa me la sono presa tutta per me, e me sono andata per corsi di cucina, uno sui finger food l'altro era la presentazione della mortadella Felsineo e delle sue molteplici "applicazioni" .
Adoro andare ai corsi di cucina, ogni volta me ne torno gongolando e giuliva piena di nuove idee e ispirazioni.
Questa insalata è la fusione delle influenze dei due corsi di Domenica scorsa.
A Nadia del Mind devo l'illuminazione su come condire l'insalata (stavi messa male bella mia , direte voi...tzse, continuate a leggere) e a Francesco del Pepe Verde la folgorazione su queste chips di mortadella (mai più senza).
Sono tornata a casa lancinata da un dubbio esistenziale, come avevo potuto trascinare la mia inutile esistenza con queste due lacune all'attivo?!?
Per ritrovare il mio equilibrio interiore allora, mi sono preparata una bella fetta di mortadella alla piastra accompagnata da questa insalata. Il Nirvana, manco a dirlo, stava lì, a portata di piatto.
Ecco cosa vi occorre:
- 2 radicchio trevigiano (il mio era baby)
- olio
- sale
- 1 fetta di mortadella tagliata non troppo sottile (io ovviamente ho usato la Felsineo, e ve la consiglio, date un occhio agli ingredienti e decidete voi ;))
- una insalatiera con coperchio o pellicola trasparente
Mettete un po' di olio (giusto un velo) in una padellina e poi versateci la mortadella tagliata a striscioline di 1 cm X 2cm (circa ovviamente). Fatele rosolare e togliete dal fuoco non appena iniziano a scurirsi. Mettetele a scolare su un foglio di carta assorbente
Prendete il radicchio lavatelo e asciugatelo bene, e mettetelo nella insalatiera. A parte mescolate bene l'olio e il sale per la vostra insalata (se gradite ci potete mettere anche l'aceto balsamico tradizionale di modena, de gustibus...) versate il condimento emulsionato sulla vostra insaltata e copritela con il coperchio. (Se non avete il coperchio potete ovviare con la pellicola trasparente)
A questo punto agitate il contenitore mantenendo bene il coperchio, come un brasiliano fa con le maracas a carnevale. Quando lo aprirete, vedrete le vostre foglie di radicchio belle lucide con il condimento distribuito uniformemente.
Versateci sopra le chips ci mortadella che ormai saranno fredde, e servite.
08:34 Scritto da: amarituda in contorni, Cooking for dummies, cucina celiaca | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
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Bieta rossa e pomodorini secchi e i soldi risparmiati dello psicanalista
14/01/2012
Diciamocelo, tenere un blog è terapeutico. Apri l'editor e inizi a scrivere tutte le tue manie, fisse e convinzioni, dandogli la forma che ti pare, certa che qualcuno passerà a leggerle.
Meglio che andare dallo psicanalista. Un risparmio non da poco.
Tenere un blog di cucina, è ancora meglio...perchè alla fine il frutto delle tue manie fisse e convinzioni, te lo mangi pure.
Che c'entra questo con la ricetta di oggi? C'entra c'entra.... IO NON RESISTO quando trovo qualcosa da mangiare che non ho mai provato prima, io LO COMPRO.
E' più forte di me, sono una vittima di questa sindrome, che è a metà tra lo shopping compulsivo e la fame nervosa. Se i miei occhi vedono qualcosa di mai mangiato prima: IO LO DEVO AVERE, IO LO DEVO MANGIARE.
E' andata così pure per la bieta rossa, che alla fine è bieta, sa di bieta...ma è molto più coreografica. Vuoi mettere?
20:02 Scritto da: amarituda in contorni, cucina celiaca, cucina vegetariana | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
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funghi porcini in padella e il mistero della cena del passato
27/11/2011
Ogni volta che mangio i funghi porcini, mi viene in mente una cena a casa dei miei...fatta tanti anni fa...quando io avevo appena a 10 anni e mio fratello poco più di tre....
Più o meno il periodo di questa foto dove siamo ritratti io e mio fratello...sulla moto di papà :)
Mio padre, insieme a tutti gli uomini della comitiva era andato a raccogliere funghi, il bottino era stato grasso...e si decise di consumarli tutti isieme in una cena a casa dei miei. D'altronde, mia madre, tra tutte era quella che in cucina aveva una marcia in più.
Il menù prevedeva, pappardelle ai funghi, funghi in padella e non ricordo cosa altro...l'atmosfera era festosa.
Arrivano a tavola le pappardelle, tutti seduti, pronti per accaparrasene un piatto.
Il piatto di mio fratello però era già stato riempito con delle pappardelle con sugo di pomodoro e basilico...e fin qui....
Iniziamo a mangiare, erano buonissime...nell'enfasi, un tizio della comitiva, Remo mi pare, porge a mio fratello una forchetta con una pappardella e un pezzettino di fungo...
Istantaneamente mia madre lanciò un urlo: NO, LUI NO!!
Rimanemmo tutti a bocca aperta e con la forchetta sospesa nell'aria...temendo l'avvelenamento...mia madre si rese conto della gaffe..e cercò di tamponare..ma ormai il sospetto c'era.... :)
Alla fine la comitiva decise di correre il rischio (i funghi porcini so i funghi porcini ...) e la cena fu comunque spazzolata...e nessuno, per la cronaca, ne portò alcuna conseguenza...
C'è da dire però...che mia madre non ha mai spiegato la tanta passione nell'impedire a mio fratello di mangiare i funghi....passi che volesse avvelenare la comitiva che l'aveva costretta in cucina....ma mio padre? e sopratutto IO? :D :D
Ma ora passiamo alla ricetta dei funghi in padella...
22:12 Scritto da: amarituda in blog life, contorni, cucina dietetica, cucina vegetariana | Link permanente | Commenti (5) | Segnala
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Patate dolci fondenti al sale affumicato
19/11/2011
Io Adoro le patate americane o patate dolci che dir si voglia...purtroppo almeno dalle mie parti non si trovano facilmente...Ma quando le trovo ne faccio una scorpacciata!
Lo scorso sabato è stata una delle rare volte che le ho trovate al supermercato, ne ho comprate lo ammetto una quantità industriale...
E' una settimana che mangiamo patate dolci, tra tutte le ricette questa secondo me è la migliore, perchè lo spessore con cui vengono tagliate ne esalta la caratteristica fondente e il sale affumicato la loro dolcezza.
23:56 Scritto da: amarituda in contorni, Cooking for dummies, cucina, open source kitchen | Link permanente | Commenti (2) | Segnala
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tortini bieta e patate e le certezze di una bambina....
13/06/2011
Quando ero piccola, avevo due certezze di quello che avrei fatto da grande, una volta libera di decidere da me:
1) NON avrei MAI smesso di guardare cartoni animati
2) NON avrei MAI mangiato la bieta
la prima certezza, lo ammetto era corretta...la seconda "purtroppo" è vacillata :) ed ecco a voi la causa:
22:05 Scritto da: amarituda in contorni, cucina dietetica, torte salate | Link permanente | Commenti (5) | Segnala
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insalata rucola fragole e pinoli croccanti con riduzione di aceto balsamico
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Patate duchessa e l'importanza della giusta attrezzatura
10/03/2011
Queste patate mi sono costate un capitale, non tanto per le materie prime ma per i vari tentativi fatti per ottenere un risultato decente.
Mi sono infatti dovuta dotare di:
- 1 siringa da pasticcere consona
- 1 schiaccia patate consona
il consona non l'ho messo a caso, perchè prima di trovare la siringa e lo schiaccia patate dei miei sogni ho speso soldini in oggetti inutili, che come si dice dalle mie parti sono durati da Natale a Santo Stefano. Non so a voi, ma purtroppo mi capita sempre più spesso di comprare utensili da cucina all'apparenza resistenti, ma che poi risultano essere concepiti come usa e getta :(
Uno schiaccia patate ad esempio mi si è rotto in mano al primo utilizzo e anche di siringhe ne ho ho fatte fuori due.
Allo causa delle patate duchessa non potete usare una siringa da pasticcere comune, perchè ahimè ha la bocchetta troppo piccola. Alla fine io la mia l'ho trovata a Gubbio, durante le feste di Natale:)
18:54 Scritto da: amarituda in antipasti, contorni, cucina celiaca, cucina per bambini, cucina vegetariana | Link permanente | Commenti (2) | Segnala
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Le puntarelle
19/02/2011
C'è uno stornello romano che recita: "Dentro a regina celi c'è no scalino, chi nun salisce quello nun è romano..." , per me le puntarelle sono un po' come lo scalino dello stornello. Per dirla matematicamente, lo scalino sta alla romanità, come le puntarelle stanno alla cucina romana.
Se non apprezzi le puntarelle, non puoi dire di conoscere la cucina romana, ed e' per questo, che in questo post, non ho badato a spese, e mi sono profusa a fotografare passo passo, in modo da fare quanti più adepti possibili.
Chi ancora non le conosce, potrebbe erroneamente pensare che trattasi di una insalata, mai errore sarebbe più grande, le puntarelle non sono una insalata, le puntarelle sono le puntarelle.
Una insalata speciale, da grande occasione ormai. Perchè la preparazione è piuttosto lunga.
21:16 Scritto da: amarituda in contorni, cucina celiaca, cucina vegetariana | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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cipolline timo e uvetta
06/02/2011
Questo è uno di quei piatti jolly, che puoi piazzare in più occasioni, va bene come antipasto, come contorno ed è l'ideale per un buffet in piedi.
L'ho impararo ad un corso di cucina che ho frequentato e poi è diventato mio e l'ho modificato nelle dosi per conciliarlo maggiormente al mio gusto che mi auguro coincida con il vostro
19:18 Scritto da: amarituda in antipasti, contorni, cucina celiaca, cucina vegetariana | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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