Corri di qua, corri di là: speedy tacchino con le castagne e mostarda ai frutti di bosco
18/03/2012
Chi mi conosce lo sa, io non trovo pace. Sto sempre e perennemente di corsa. D'altronde, la mia giornata è come quella di tutti di 24 ore, ma io ci inzeppo dentro: lavoro molto impegnativo, pupa decisamente impegnativa, una casa da portare avanti, un po' di sana fanaticheria e il conseguente tempo speso davanti allo specchio, la mia passione smodata per la buona cucina e la mania di raccontarla in questo blog insieme a un po' di affari miei.
In tutto questo ho però, lo ammetto, la fortuna di un marito che non solo mi sostiene, ma mi asseconda divertito.
Succede quindi, che si torna tutti a casa la sera e di tempo di cucinare ce n'è veramente poco, ma la voglia "ambrogiana" di qualcosa di buono sta lì, e va soddisfatta.
Questo tacchino, l'ho "concepito" in una di quelle sere. L'importante è avere in casa gli ingredienti necessari, ovviamente di qualità massima. Io quella sera ce li avevo.
Ecco cosa vi occorre per 2 persone:
- 4 fette di fesa tacchino
- 4 fette di prosciutto cotto
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- 10 castagne morbide (io le ho trovate al supermercato, sono tipo quelle essiccate, ma rimangono più morbide)
- mostarda ai frutti di bosco Lazzaris
- olio
- sale e pepe
- spago da cucina
Batette con un batticarne le fettine di fesa di tacchino, salatele e pepatele nel lato interno.
Sbriciolate le castagne lasciandone qualche pezzettino più grande. In ogni fettina mettete una fettina di prosciutto cotto e adagiatevi sopra un po' delle castagne. Facendovi capitare qualche pezzettone. Aggiustate di sale.
Arrotolate la carne su se stessa e legatela con lo spago.
Mettete un po' di olio in una padella e appena caldo gettatevi gli involtini e fateli rosolare. Quando saranno rosolati aggiustate di sale e pepe. Sfumate con il vino bianco e terminate la cottura.
A cottura ultimata, eliminate lo spago e servite accompagnato dalla mostarda ai frutti di bosco. Fidatevi, questo si che è qualcosa di buono, senza nulla togliere ad Ambrogio :)
21:48 Scritto da: amarituda in cucina, cucina celiaca, secondi di carne | Link permanente | Commenti (13) | Segnala
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Insalata di radicchio trevigiano e mortadella croccante e il Nirvana nel piatto
11/03/2012
Domenica scorsa me la sono presa tutta per me, e me sono andata per corsi di cucina, uno sui finger food l'altro era la presentazione della mortadella Felsineo e delle sue molteplici "applicazioni" .
Adoro andare ai corsi di cucina, ogni volta me ne torno gongolando e giuliva piena di nuove idee e ispirazioni.
Questa insalata è la fusione delle influenze dei due corsi di Domenica scorsa.
A Nadia del Mind devo l'illuminazione su come condire l'insalata (stavi messa male bella mia , direte voi...tzse, continuate a leggere) e a Francesco del Pepe Verde la folgorazione su queste chips di mortadella (mai più senza).
Sono tornata a casa lancinata da un dubbio esistenziale, come avevo potuto trascinare la mia inutile esistenza con queste due lacune all'attivo?!?
Per ritrovare il mio equilibrio interiore allora, mi sono preparata una bella fetta di mortadella alla piastra accompagnata da questa insalata. Il Nirvana, manco a dirlo, stava lì, a portata di piatto.
Ecco cosa vi occorre:
- 2 radicchio trevigiano (il mio era baby)
- olio
- sale
- 1 fetta di mortadella tagliata non troppo sottile (io ovviamente ho usato la Felsineo, e ve la consiglio, date un occhio agli ingredienti e decidete voi ;))
- una insalatiera con coperchio o pellicola trasparente
Mettete un po' di olio (giusto un velo) in una padellina e poi versateci la mortadella tagliata a striscioline di 1 cm X 2cm (circa ovviamente). Fatele rosolare e togliete dal fuoco non appena iniziano a scurirsi. Mettetele a scolare su un foglio di carta assorbente
Prendete il radicchio lavatelo e asciugatelo bene, e mettetelo nella insalatiera. A parte mescolate bene l'olio e il sale per la vostra insalata (se gradite ci potete mettere anche l'aceto balsamico tradizionale di modena, de gustibus...) versate il condimento emulsionato sulla vostra insaltata e copritela con il coperchio. (Se non avete il coperchio potete ovviare con la pellicola trasparente)
A questo punto agitate il contenitore mantenendo bene il coperchio, come un brasiliano fa con le maracas a carnevale. Quando lo aprirete, vedrete le vostre foglie di radicchio belle lucide con il condimento distribuito uniformemente.
Versateci sopra le chips ci mortadella che ormai saranno fredde, e servite.
08:34 Scritto da: amarituda in contorni, Cooking for dummies, cucina celiaca | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
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Idea per S. Valentino, ma anche no: Budino latte e yogurt con composta ai frutti di bosco.
12/02/2012
Volevo fare come tutte le altre blogger, quelle brave, quelle che fanno i post per le ricorrenze qualche giorno prima in modo che gli altri ne possano beneficiare e trarre spunto.
E poi volevo anche fare un po' l'occhietto alla redazione di Virgilio, così magari mi mettevano in home page.
Ma io non sono così, io cucino quello che mi va e quando mi va e lo pubblico quando ho tempo.
La verità poi, è che io e mio marito S.Valentino non lo abbiamo mai festeggiato, e siccome stiamo insieme ormai da 18 anni, continuiamo non non festeggiarlo. Dovesse portare male.
Pertanto questo budino, se vi piace lo potete fare per S. Valentino oppure come me, lo potete fare quando vi pare.
15:48 Scritto da: amarituda in Cooking for dummies, cucina celiaca, cucina dietetica, dolci, dolci dietetici, merende | Link permanente | Commenti (4) | Segnala
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Cooking for dummies: la frittata perfetta (Frittata di carciofi e basilico)
07/02/2012
Io con le frittate ho avuto per anni un rapporto conflittuale, a un certo punto della mia evoluzione culinaria però abbiamo finalmente fatto pace, o meglio ho capito come si fanno.
Di seguito tutto quello che dovete sapere e non avete mai osato chiedete sulla frittata:
1) L'olio ci va. Si chiama frittata non a caso, è fritta. Ovviamente non bisogna esagerare, ma inutile illudersi, anche con la padella antiaderente "magica" se non la volete far attaccare, l'olio ce lo dovete mettere. Se state a dieta ferrea, fatevi un uovo sodo.
2) Se volete far distribuire uniformemente il ripieno, dopo averlo fatto soffriggere, gettatelo nelle uova sbattute a mescolate velocemente e poi capovolgete il tutto nella padella calda.
3) Inutile cercare di girare la frittata alla volè, non è cosa per comuni mortali. Aspettate che gli altri non guardino e poi aiutatevi con un piatto o un coperchio.
15:29 Scritto da: amarituda in antipasti, Cooking for dummies, cucina, cucina celiaca, secondi piatti, uova | Link permanente | Commenti (18) | Segnala
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Filetto al radicchio di Treviso
06/02/2012
Mai avrei pensato che lo avrebbe fatto, e invece si.
Ero in ufficio, mando SMS a Marco per andare a prendere un caffè.
Lui mi risponde; "Sono in ferie, a Treviso, che ti porto?"
Rispondo di getto: "Treviso? Un cespo di radicchio" E vado a prendere il caffè da sola, mai pensando che poi Marco si sarebbe presentato proprio col radicchio. E invece si, e non con uno, ma con ben tre cespi.
Da quando sono venuta in possesso del radicchio, che ve lo dico a fare, non ho fatto che pensare la sua destinazione d'uso. Ecco a voi il frutto della mia ispirazione.
23:27 Scritto da: amarituda in bodybuilder kitchen, cucina celiaca, secondi di carne | Link permanente | Commenti (2) | Segnala
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Bieta rossa e pomodorini secchi e i soldi risparmiati dello psicanalista
14/01/2012
Diciamocelo, tenere un blog è terapeutico. Apri l'editor e inizi a scrivere tutte le tue manie, fisse e convinzioni, dandogli la forma che ti pare, certa che qualcuno passerà a leggerle.
Meglio che andare dallo psicanalista. Un risparmio non da poco.
Tenere un blog di cucina, è ancora meglio...perchè alla fine il frutto delle tue manie fisse e convinzioni, te lo mangi pure.
Che c'entra questo con la ricetta di oggi? C'entra c'entra.... IO NON RESISTO quando trovo qualcosa da mangiare che non ho mai provato prima, io LO COMPRO.
E' più forte di me, sono una vittima di questa sindrome, che è a metà tra lo shopping compulsivo e la fame nervosa. Se i miei occhi vedono qualcosa di mai mangiato prima: IO LO DEVO AVERE, IO LO DEVO MANGIARE.
E' andata così pure per la bieta rossa, che alla fine è bieta, sa di bieta...ma è molto più coreografica. Vuoi mettere?
20:02 Scritto da: amarituda in contorni, cucina celiaca, cucina vegetariana | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
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reprimi oggi, reprimi domani... e alla fine voglia esplosa di fegato alla veneziana
20/11/2011
Questo è uno dei piatti della mia infanzia, mia madre me lo faceva almeno 1 volta alla settimana...e per me che fin da bambina apprezzavo i sapori decisi era sempre una festa.
Erano anni che non lo mangiavo più. Tutte le volte che vado al supermercato, la tentazione di comprarlo ce l'ho...per rituffarmi nel suo sapore inconfondibile...ma poi lo prendo,lo guardo, spulcio l'etichetta...in cerca di rassicurazioni sulla proveniennza...ma alla fine, immancabilmente...non mi fido e lo riposo.
Reprimi oggi, reprimi domani...a un certo punto la voglia esplode..e mi sono decisa ad andare da Alberto...
Alberto guzzista e macellaio per vocazione, non vende carne...la decanta.
Alberto macella "la bestia", come la chiama lui, una volta ogni due settimane... quindi il fegato non lo puoi trovare quando dici tu...ma quando è pronto. Perchè la bestia ha i suoi tempi e vanno rispettati.
Pertanto, se hai voglia di fegato alla veneziana...lo devi programmare. E io l'ho programmato, sono andata da Alberto e l'ho prenotato :)
11:26 Scritto da: amarituda in cucina celiaca, secondi di carne | Link permanente | Commenti (5) | Segnala
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Io, gli inglesi e Alberto il macellaio....ossia roast beef all'inglese con gelatina di birra al doppio malto
31/10/2011
Non mi si tacci di campanilismo, ma non temo di essere smentita quando dico che gli inglesi sono famosi per tante cose ma non per la cucina.
Qualcosetta, però alla fine, a ben cercare la si può tirar fuori anche dalla loro tradizione culinaria :) è il caso ad esempio del roast beef all'inglese. Tutto sta in questa ricetta nel trovare la carne adeguata, io ho il mio fornitore di fiducia: Alberto il macellaio :)
Alberto, non è solo un macellaio, è un cultore del bovino, o della bestia, come la chiama lui.
Ci si deve andare senza fretta, perchè ogni volta, anche se si tratta di 2hg di fettine, è necessario procedere a uno scambio culturale sull'argomento macellazione di almeno mezzora. Questo WE avevo tempo, e sono andata :)
09:01 Scritto da: amarituda in bodybuilder kitchen, Cooking for dummies, cucina celiaca, cucina dietetica, secondi di carne | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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filetto di maiale arrotolato nel lardo e sfumato al moscato con uva saltata
12/10/2011
Questa ricetta è una "coccola" che mi sono fatta...l'abbinamento del maiale con l'una è stata una folgorazione che ho avuto aprendo il frigorifero e vedendo i due ingredienti l'uno vicino all'altro...e da li anche l'idea di sfumare il filetto con il vino moscato che profuma di uva appena spremuta.
Senza falsa modestia e per dirla come si usa dalle mie parti, l'uva vicino al filetto al lardo...è la morte sua :)
23:16 Scritto da: amarituda in cucina celiaca, cucinare con la pentola a pressione, secondi di carne | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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insalata rucola fragole e pinoli croccanti con riduzione di aceto balsamico
20:24 Scritto da: amarituda in contorni, Cooking for dummies, cucina celiaca, cucina dietetica, cucina vegetariana | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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