Trancio di salmone al cartoccio
17/02/2013
Malgrado io sia cintura nera di spaghetti con le vongole, e secondo Dan di cozze e pecorino, sui secondi di pesce, a parte qualche eccezione mediamente non mi sento così sul pezzo.
Il trancio di salmone, ad esempio è stato finora uno dei miei crucci, perchè il rischio di fare qualcosa di stoppaccioso e immangiabile c'è.
L'altro giorno però ho voluto sfidare me stessa e mettermi alla prova, e visto che sto qua a raccontarvela va da se che 'sta prova l'ho superata. Anzi ho avuto l'approvazione unanima dei commensali, figlia e marito, che non sono fidatevi di manica larga. Per niente proprio.
L'ispirazione l'ho presa da questa ricetta, modificando un po' il procedimento.
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Ci ho avuto la visione: Topinambur, zucca, i di lei semi e foie grass
02/02/2013
Potrei fare la figa e fare la parte di quella che mangia Topinambur da una vita. Tipo, che mia madre me ne metteva due fettine nella pagnottella che mi portavo all'asilo per la merendina.
La verità però è che io il topinambur l'ho scoperto da poco e mia madre nel panino mi ci metteva il salame, e quando voleva fare la strana, la mortadella.
Che poi 'sto tubero, che mi dicono sia sempre esistito, è praticamente comparso da poco agli onori della grande distribuzione, prima pare che lo vendessero solo ai piemontesi per fare la bagna cauda, ti chiedevano proprio la carta d'identità.
Umorismo da due soldi a parte, sta di fatto, che ultimamente mi è capitato di trovarlo al supermercato vicino casa mia, l'ho comprato al volo e sono tornata a casa felice e gongolante. Cosa volete, mi basta poco, per svoltare la giornata.
Prima cosa appena arrivata a casa, senza manco mettere a posto la spesa, l'ho sbucciato l'ho assaggiato e mentre assaporavo mi è venuta in visione questa zuppa. La zucca ad elemento dolce, i suoi semi tostati a dare croccantezza e amaro, e fettine di foie grass a dare il tocco grasso sciccoso, che ci stava tutto, signore mie. Foie grass, peraltro gentile omaggio di Marco, quello di 2°Me
Ho messo a posto la spesa, e l'ho fatta, e modestia a parte, ha confermato le aspettative.
Ecco cosa vi occorre:
- 1 topinambur
- 300 gr di zucca
- qualche rotellina di porro
- olio evo
- 1 cucchiaio di semi di zucca
- qualche fettina di foie grass
- sale
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tortini bieta e patate e le certezze di una bambina....
27/12/2012
Quando ero piccola, avevo due certezze di quello che avrei fatto da grande, una volta libera di decidere da me:
1) NON avrei MAI smesso di guardare cartoni animati
2) NON avrei MAI mangiato la bieta
la prima certezza, lo ammetto era corretta...la seconda "purtroppo" è vacillata :) ed ecco a voi la causa:
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Insalata cicoria e caco "classico"
10/12/2012
Ebbene si. Ve lo devo dire, io il caco lo adoro, lo metto in ogni dove. Ne mangio senza esagerazione 2-3 al giorno, quando è stagione, ovvio.
Non solo ne mangio, ma ne comprio a profusione, per l'esattezza. Pare poi che la cacomania abbia preso solo me in casa e quindi, mi tocca consumarli tutti in prima persona, oppure proporli in versione "fidati che è buono".
Questa settimana, ho esagerato lo ammetto e ho comprato una marea di cachi. In primis, i cachi quelli "tadizionali", quelli che per capirci se li mangi troppo presto "allappano", o come dicono quelli acculturati, provocano una spiacevole sensazione astringente in bocca. Poi i cachi alla vaniglia, che pare si chiamino loti e dulcis in fundo i cacomela, la mia perversione del momento.
Capirete, che avevo la casa invasa dai cachi. La casa dei cachi, per dirla alla Elio. Dovevo trovare il modo di propinarli anche a mio marito, che sostiene che non gli piacciono. Tzè.
E' stato così che mi è venuto in mente di farci un insalata, insieme alla cicoria di campo, quella a foglie piccole. Dato il risultato, ve la consiglio. Quattro ingredienti in tutto: cicoria, quella fresca di campo, caco quello classico, olio evo e fior di sale. Vi dico solo che se l'è mangiata pure lui, mio marito, quello che dice che i cachi non gli piacciono.
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La polpettatrice italica: polpette di polpo e pecorino
26/11/2012
Chiamatemi così. La polpettatrice. Ormai polpettizzo qualsiasi cosa. La mia pupa gradisce, io come ogni mamma che si rispetti, giosco.
La prima volta che ho mangiato le polpette di polpo è stato in Giappone, takoyaki si chiamano. Da noi a Roma, effettivamente non si fanno molto,anzi per nulla, non dico la ricetta nipponica ovviamente, ma la versione in polpette in generale. Il polpo lo mangiamo in insalata, con le patate, a volte al sugo. Ma polpettizzato proprio no. E' stato così che all'ennesimo diniego dell'erede, di fronte a una pietanza di pesce, mi si sono presentate in visione le polpettine giapponesi.
Volevo fare la ricetta originale, poi mi mancavano troppi ingredienti improbabili, e quindi il polpo l'ho polpettizzato all'italiana. Volendogli dare un tocco d'oriente lo potete servire con salsa di soia o pure wasabi, ma sono perfette anche in purezza.
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