Ci ho avuto la visione: Topinambur, zucca, i di lei semi e foie grass
02/02/2013
Potrei fare la figa e fare la parte di quella che mangia Topinambur da una vita. Tipo, che mia madre me ne metteva due fettine nella pagnottella che mi portavo all'asilo per la merendina.
La verità però è che io il topinambur l'ho scoperto da poco e mia madre nel panino mi ci metteva il salame, e quando voleva fare la strana, la mortadella.
Che poi 'sto tubero, che mi dicono sia sempre esistito, è praticamente comparso da poco agli onori della grande distribuzione, prima pare che lo vendessero solo ai piemontesi per fare la bagna cauda, ti chiedevano proprio la carta d'identità.
Umorismo da due soldi a parte, sta di fatto, che ultimamente mi è capitato di trovarlo al supermercato vicino casa mia, l'ho comprato al volo e sono tornata a casa felice e gongolante. Cosa volete, mi basta poco, per svoltare la giornata.
Prima cosa appena arrivata a casa, senza manco mettere a posto la spesa, l'ho sbucciato l'ho assaggiato e mentre assaporavo mi è venuta in visione questa zuppa. La zucca ad elemento dolce, i suoi semi tostati a dare croccantezza e amaro, e fettine di foie grass a dare il tocco grasso sciccoso, che ci stava tutto, signore mie. Foie grass, peraltro gentile omaggio di Marco, quello di 2°Me
Ho messo a posto la spesa, e l'ho fatta, e modestia a parte, ha confermato le aspettative.
Ecco cosa vi occorre:
- 1 topinambur
- 300 gr di zucca
- qualche rotellina di porro
- olio evo
- 1 cucchiaio di semi di zucca
- qualche fettina di foie grass
- sale
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La polpettatrice italica: polpette di polpo e pecorino
26/11/2012
Chiamatemi così. La polpettatrice. Ormai polpettizzo qualsiasi cosa. La mia pupa gradisce, io come ogni mamma che si rispetti, giosco.
La prima volta che ho mangiato le polpette di polpo è stato in Giappone, takoyaki si chiamano. Da noi a Roma, effettivamente non si fanno molto,anzi per nulla, non dico la ricetta nipponica ovviamente, ma la versione in polpette in generale. Il polpo lo mangiamo in insalata, con le patate, a volte al sugo. Ma polpettizzato proprio no. E' stato così che all'ennesimo diniego dell'erede, di fronte a una pietanza di pesce, mi si sono presentate in visione le polpettine giapponesi.
Volevo fare la ricetta originale, poi mi mancavano troppi ingredienti improbabili, e quindi il polpo l'ho polpettizzato all'italiana. Volendogli dare un tocco d'oriente lo potete servire con salsa di soia o pure wasabi, ma sono perfette anche in purezza.
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La famo strana: Vellutata di zucca con polvere di caffè.
11/11/2012
Potrei dirvi che è stata una mia illuminazione, ma sono visceralmente onesta e non ce la farei. L'idea l'ho rubata durante la cena stellata a 4 mani di Eataly con Fabio Cucchelli e Alessio Devidè. Quale idea? L'abbinamento della polvere di caffè alla zucca. Ci sta una meraviglia, perchè contrasta il dolce della zucca che a volte è stucchevole.
Loro ci avevano fatto un risotto, io ho optato per una vellutata.
Ecco cosa vi occorre per 2-3 persone:
- 1 patata grossa
- 300 gr di zucca tagliata a dadoni
- olio evo
- qualche rondella di cipolla
- polvere di caffè (il caffè macinato per capirci)
- sale
Io ho fatto tutto con la pentola a pressione. Ovviamente potete anche fare con la pentola normale, ma ci vuole più tempo.
Fate stufare la cipolla con un po di olio evo. Aggiungete la zucca e la patata tagliata a tocchetti e fate rosolare un poco.
Coprite con acqua calda, chiudete la pentola e fate cuocere 10 minuti dal fischio.
Con l'aiuto di un minipimer riducete a vellutata, servite e spolverizzate con del caffè.
Decisamente buona e particolare e pure mooolto dietetica che non c'è la traccia di formaggio. Provare per credere.
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Speedy vellutata di carote viola
21/10/2012
Già vi ho parlato del supermercato vicino casa mia, il PAM di Marino, per capirci. Ci vado spesso soprattutto per la frutta e la verdura. Perchè la prendono da produttori locali, insomma a km0 come dicono quelli bravi.
L'ultima volta ci ho trovato le carote viola.
Ovviamente le ho comprate.
Me le sono portate a casa.
Me le sono guardate.
E ho detto ci faccio la crema.
Ispirata dalla ricetta di Pici e Castagne ci ho messo pure il latte, che di solito non uso per queste preparazioni.
Siccome poi sto sempre di corsa, ho infilato il tutto in pentola a pressione.
Ecco cosa vi occorre (2-3 persone):
- 7-8 carote viole
- 1 patata piccola
- qualche rondella di porro
- 2 bicchieri di acqua
- 1 bicchiere di latte intero
- parmigiano q.b.
- olio evo
Nella pentola a pressione mettete le rondelle di porro e l'olio evo, fate stufare e aggiungete le carote a pezzetti e poi la patata, salate, ricoprite con i liquidi e chiudete. Contate 10 minuti dal fischio e poi togliete dal fuoco.
Con l'aiuto di un minipimer riducete a crema, spolverizzate di parmigiano reggiano e servite.
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Pollo speck birra alloro e rosmarino in pentola a pressione.
23/07/2012
E' passato un bel po' di tempo da quando ho vinto il contest di "la cucina leggera ma non troppo" e ho ricevuto l'ambito premio: una pentola a pressione.
Io già ne avevo una ma più grande, altra marca e altro funzionamento, questa però, per dimensione era perfetta per le cene espresse infrasettimanali. Quelle cioè, che preparo tornata dal lavoro mentre cerco di distrarre pupotta e marito affamati.
Perchè ci ho messo mesi a pubblicare una ricetta allora? Semplice, perchè solo ora ho capito come funziona la pentola di cui sopra.
E come mai tutto questo tempo? Perchè io non leggo i libretti delle istruzioni
E lo sapete per quale motivo mi rifiuto di cimentarmi in tali letture? Perche io sono una ingegnera.
E gli ingegneri non devono chiedere mai, è noto. Le cose le sanno per scienza infusa, o almeno così supponiamo quando pieni di noi buttiamo la scatola e manuale d'uso annesso.
Ormai il danno lo avevo fatto, avrei potuto googlare e cercare il manuale on line, ma sarebbe stato come ammettere la disdetta e non l'ho fatto. Ho cominciato così ad armeggiarci, e alla fine ho capito, il segreto che era in una levetta da sollevare. Alla fine della fiera, sono una ignegnera. Fa pure rima.
E' con lei (la pentola) che l'altra sera ho risolto la cena, 20 minuti in tutto per questo pollo alla birra.
Ecco cosa vi occorre:
- pollo in pezzi
- alloro
- rosmarino
- 1/2 lattina di birra (io ho usato la Guinness)
- 3 fettine di speck
- olio evo
- sale
- aglio
Mette a scaldare l'olio con l'aglio, poi gettatevi lo speck fatelo leggermente rosolare e unite il pollo in pezzi e fate dorare. Salate. Aggiungete 2 foglie di alloro e il rosmarino legati insieme con lo spago in modo che gli aghi non si perdano.
Irrorate con mezza lattina di birra evitando di bagnare la carne direttamente e poi chiudete, mettete a fuoco deciso fino al fischio e da lì contate 15 minuti. Servite accompagnato dalla stessa birra usata per la cottura.
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