Tutto il mondo è paese: gli sfrizzoli di maiale filippini
14/06/2012
Italiani-Filippini, una faccia una razza. Vabbè, magari proprio la stessa fisionomia no, però una volta messe le gambe sotto al tavolino, di differenze obiettivamente ne ho enumerate veramente poche. Grazie all'incontro fortunato con il team di #Food140 ho avuto la possibilità di partecipare all'evento Kulinaria che si è tenuto a Roma all'excelsior. Bel posto, bella gente, begli incontri. Orchiedee, bellissime, ovunque.
Si festeggiavano i 65 anni dall'inizio dei rapporti diplomatici tra Italia e Filippine, una cosa seria, c'era anche l'ambasciatore e un rappresentante della farnesina, per capirci. Pure gli inni abbiamo cantato. Loro mano sul cuore, noi, al solito, distrattamente.
Appena arrivati siamo stati portati nella cucina al cospetto della chef Margarita Araneta Forès che ci ha introdotto ai segreti della cucina filippina. Si poteva anche assaggiare, e io non mi sono tirata indietro.
La cosa più "strana" è stato il mango servito con un pesto di gamberi, molto saporito e molto molto aspro, probabilmente per la presenza del lime. Il mango maturo e dolce a contrasto ci stava tutto. Nella foto è quella ciotolina con la salsa, per il resto vedete le loro verdure con i rispettivi nomi. Ci fanno una sorta di caponata, rinforzata con gli sfrizzoli di maiale. Da copiare.
Poi abbiamo provato un pesto di grasso di granchio, fatto con un battuto di cipolla e olio e aglio. Molto molto simile alla bottarga come sapore, l'ideale su una bruschetta o per uno spaghetto di mezzanotte.
L’occasione è stata anche la presentazione di un libro di cucina filppina, immagini bellissime. I loro piatti forti? Gli spaghetti, la porchetta, la caponata e gli sfrizzoli di maiale. Il dubbio di trovarmi alla presentazione di un libro di casa mia c’è stato.
Sulla porchetta una chicca, la loro non è disossata e a volte la cuociono con una bottiglia di birra piena in seno, che la aromatizza e la rende morbida morbida. Una tizia che stava lì, di quelle fighissime, magrissime, fashionissime e pure informatissime, mi ha detto che la stessa cosa si fa anche con il pollo, infilando la bottiglia proprio lì dove non batte il sole, e cuocendolo in forno seduto. Lo si porta in tavola così, fa molto chic pare. Promesso, lo provo e vi faccio sapere.
Per il resto la serata è stata un tuffo in terra straniera, balli e danze popolari e poi finalmente la cena vera e propria.
Il buffet era un mix italiano e filippino, degni di nota la carne di maiale cotta nell’aceto e servita a fatta a sushi con l’alga sostituita da una foglia di radicchio.
E poi gli sfrizzoli di maiale, che loro chiamano nella maniera impronunciabile che leggete in foto,e che messi ovunque, a una ex bambina che ha passato le migliori estati a Campotosto, fanno tanto aria di casa.
Un grazie di cuore della bella serata a Laura e a tutto il gruppo di #Food140, un bel progetto, non c'è che dire.
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Pare che la racconto bene
31/05/2012
Vi devo confessare il mio stupore per i complimenti che ricevo per come scrivo. Io a scuola ero bravina, anzi ve la dico tutta, tra le più brave, ma italiano, non era la mia materia. Arrivavo a fine anno sempre con un 6 stiracchiato allo scritto, che la professoressa, mossa a pietà trasformava in una sufficienza piena. E' così che mi sono convinta che io e la lingua scritta avevamo un contenzioso in atto.
Poi, per gioco e per affari miei ho cominciato a scrivere qui di quello che mi piace, e sono iniziati ad arrivare i complimenti.
C'è gente che mi scrive, che mi dice che mi trova divertente. E chi se lo sarebbe mai creduto che qualcuno con piacere leggeva la mia produzione scritta. Ad avere ancora i contatti della prof, mi verrebbe da girarle queste mail, e chiederle conto di quella sufficienza striminzita.
Ma poi rifletto e penso che mi sa che ci aveva ragione lei. La passione che ci metto a scrivere di cucina è un po' diversa da quella con cui mi applicavo a parlare delle sofferenze del giovane Ortis. A 16 anni, non me ne voglia il Foscolo, ma di Jacopo me ne fregava fino a un certo punto, e mi ci dedicavo lo stretto necessario a scriverne.
Tutto questo panegirico perché sto gongolando per una serie di belle cose che mi stanno succedendo. Sappiate che oltre a ricevere complimenti, mi chiamano proprio per scrivere su altri blog.
Sul quello ufficiale di Telecom Italia, ad esempio, mi hanno addirittura dato una rubrica di "cucina e tecnologia" e sul sito #Food140 c'è il mio articolo come il Cibus 2012, e probabilmente la collaborazione continuerà.
E poi la grande sorpresa di oggi, di essere linkata da Luciano Pignataro Wine Blog per la mia descrizione dei Trapizzini di Uliassi. A questo punto, rettifico la mia convinzione, e stando ai fatti, mi sa che se si parla di mangiare, occhio e croce la racconto bene, o almeno a qualcuno piace.
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