L'amatriciana di mamma e il vino di Franco e tana per me.
23/04/2013
Capiamoci, io oggi vi metto a parte di un segreto di famiglia: l'amatriciana di mia madre.
Che a voi potrebbe sembrare l'amatriciana di una madre qualsiasi, ed è qui che è grande il vostro errore, ma io vi perdono, perché non sapete.
Mia madre ad Amatrice - dove per chi non lo sapesse hanno inventato l'amatriciana- c'è cresciuta. Traete le vostre conclusioni e rimanete incollati a questo post, che una testimonianza così, non vi ricapita.
L' amatriciana che vedete nella foto l'ha fatta proprio lei, io stavolta mi sono limitata a seguirla passo passo e a pesare il tutto il possibile, perchè lei ovviamente va a occhio e sentimento.
Torniamo a noi e cominciamo dalle basi:
- si narra di gente che mette l'aglio o peggio la cipolla, vi sia chiaro: niente aglio e niente cipolla.
- pancetta o guanciale: guanciale, il grasso di questo ha una qualità superiorre e si sente.
- parmigiano o pecorino o mix dei due: percorino in purezza.
Ecco cosa vi occorre (2-3 persone):
- 200 gr di bucatini (e cosa sennò?)
- 70 gr di guanciale
- 2 peperoncini
- 150 gr di pecorino romano
- vino bianco per sfumare
- 2/3 di bottiglia di passata di pomodoro
Mettete dell'olio in una padella saltapasta e fate soffriggere il guanciale tagliato a listarelle fino a falrlo un plo' sciogliere, ma non del tutto aggiungete il peperoncino, e fatelo scaldare.
Sfumate con del vino bianco e poi aggiungete il pomodoro e fate scaldare.
A questo punto il segreto: niente sale, ma insaporite il sugo con metà del pecorino e fate rapprendere fino a far raggiungere al pomodoro una consistenza quasi cremosa.
Nel frattempo lessate la pasta e a cottura ultimata vesatela nella padella e saltatela sul fuoco aggiungete il pecorino rimasto, mescolate e servite.
Come vio ho detto qui, da questo post c'è la novità, ossia il consiglio del vino da parte di Franco Ziliani, questo quanto mi ha detto quando gli ho annunciato che il piatto era la amatriciana:
Beviamoci su con Franco Ziliani di Vino al vino
Cosa pensavi mai amica mia capitolina, che per questa prima prova di abbinamento, e con un piatto emblema della lazialità come gli spaghetti (o bucatini) all’amatriciana (o matriciana, tu che dici?) io ti andassi ad abbinare un vino “polentone”? Magari un Soave, un bianco dell’Alto Adige, uno Chardonnay, con “bollicine” o senza, del bresciano? Ma che, so’ matto? Ad un piatto come questo che ha portato il nome del borgo reatino di Amatrice agli onori del mondo e che immagino tu avrai concepito con il classico guanciale, tanto pecorino e pomodoro, nun se po’ che abbinà che un vino altrettanto territoriale e, non cicrederai, emblema nientemeno che della Roma vinosa. Perché ci vuole un bianco ben strutturato, ma fresco, non aromatico, ricco di sale e con la giusta dose di acidità, come un bel Frascati superiore Docg (tutto Malvasia bianca e Malvasia puntinata e poi Bellone e altre uve minori) per bilanciare, reggere e rilanciare, perché la bocca sia sempre viva, questo primo super goloso. Te lo saresti mai aspettato questo consiglio da un milanese, residente a Bergamo e “polentone”?
E io aggiungo, caro Franco, tana per me, che pensavo avresti puntato su un vino nordico. E invece.
P.s.
Amatriciana tutta la vita, appunto perché viene da Amatrice
Alla prossima.
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Tagliatelle cacciasfiga: tagliatelle vongole peperoncino e pomodori
11/06/2012
Mettiamola così, ci sono stati momenti migliori nella mia vita. Anche peggiori per carità, ma questo ultimo mese è stato "intenso".
9 maggio, una tizia ha deciso di tagliare la strada a mio marito e alla sua moto. Non me l'ha ammazzato, nonostante ce l'abbia messa tutta, ma sta ancora in ospedale. Me lo ridaranno più o meno come prima, prima o poi.
Nell'attesa, la mia macchina ha deciso di abbandonarmi sul raccordo, cambio rotto e mia figlia per attirare l'attenzione si è fatta venire 40 di febbre.
Non voglio passare per una piagnona, però, perdindirindina, reclamo di avere i requisiti per sostenere di non essere in un periodo fortunato.
La pupa ormai è in outsourcing ai nonni (e per fortuna che ci sono) e io mi dimeno tra ospedale, lavoro e mezzi pubblici. il tutto tra Roma e provincia. Una goduria.
Per carità, c'è chi sta peggio, mio marito per dirne uno, ma io ci ho avuto tanto tanto bisogno di coccole.
Ed è quindi scattata l'operazione tagliatella cacciasfiga. Il fatto che a vederla bene la foto sembra tanto una farfalla che vola via, secondo me è freudiano, il rosso del pomodoro e del peperoncino era necessario, perchè la nonna napoletana non è che una ce l'ha nella genealogia per caso.
Ecco cosa vi occorre:
- 250 gr di tagliatelle integrali di Benedetto Cavalieri
- 1 sacchetto di vongole veraci
- olio evo biologico
- peperoncino intero
- 4 -5 pomodorini
- 1 spicchio di aglio
Prendete uno spicchio di aglio di quelli belli cicciotti e poggiatelo sul piano della vostra cucina con tutta la camicia, visualizzate le sfighe di cui siete vittime e mollategli un cazzottone, con tutti i sentimenti che avete in corpo.
prendete i cornetti di peperoncino e sgretolateli in un padellino dovre avrete messo dell'olio evo a scaldare e l'aglio di cui sopra.
Appena l'aglio sarà appena rosolato getatte le vongole e fatele aprire. Togliete l'aglio che ormai ha fatto il suo dovere.
Nel frattempo cuocete la pasta al dente secondo le istruzioni di cottura.
Versate la pasta nella padella dove avete fatto cuocere le vongole, aggiungetevi i pomodori tagliati a rondelle, e rimestate energicamente a fuoco vivo. Io li ho pensati in un piattino finger food, non temete, la pasta tiene perfettamente la cottura e il bocconcino rimane delizioso. Provato per voi dopo aver fatto passare i tempi tecnici per fare la foto.
Con questa ricetta partecipo al Contest di Atmosfera Italiana:
Componete il piatto e buon appetito. Se la sfiga è cacciata non è dato sapersi,ma una cosa è certa, per 5 minuti, tempo di consumarli, vi dice bene.
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Tagliatelle gamberetti, triglie e pecorino.
13/05/2012
Questo è un post di protesta.
Voglio manifestare tutto io mio disappunto e la mia disapprovazione per quei commercianti che ti mettono fretta nella scelta. A me mi viene l'ansia e non mi concentro! E per me lo shopping alimentare è sacro e sopratutto ad andamento lento, io quando vado a comprare qualcosa già inizio a degustare e immaginare il piatto nella mia testa.

Questo non mi succede vado a comprare una maglietta, un paio di scarpe o comunque dell'abbigliamento. La commessa, lo sa, perchè pure per lei è così: una donna quando compra anche un paio di calzini, lo fa con tutta se stessa, proiettandoci dentro l'impossibile.
Io lo stesso mood ce l'ho pure quando vado dal pescivendolo, ma li questa complicità non mi è riservata. Sarò strana.
Quindi lancio un appello:
" Io non lo so cosa voglio prima di entrare, fatemi entrare fatemi immaginare, concedetemi un po' di tempo, lo so che sono strana, ma che vi costa ?"
Tale concessione, lo avrete capito non mi è stata accordata dalla signora della pescheria dove sono stata sabato scorso. Nonostante io l'avessi invitata a servire chi era dopo di me, non mi è chiaro per quale motivo era infastidita dal fatto che me ne stavo li ad osservare i pesci in bella vista cercando ispirazione. Fatto sta, che mi ha costretto a una conversazione prematura sulla mercanzia esposta. Prematura perchè io non avevo ancora individuato il mio desiderata.
La signora, probabilmente convinta di far bene, ha cominciato a elencarmi frettolosamente pesce per pesce le varie destinazioni d'uso che riteneva più opportune. Non che a me non piaccia avere tali scambi di opinioni, ma appena entrata io una opinione da scambare ancora non l'avevo. Il risultato è stato che mi ha confuso e spazientito e solo per farla star zitta e senza troppa convinzione me ne sono tornata a casa con 3 triglie e quasi mezzo kg di gamberi.
Rincasata mi sono trovata di fronte alla necessità di impiegare quello che avevo preso. Una triglia è stato il pranzo di Vittoria Sofia, con le altre due e con i gamberi ci ho fatto questa pasta.
Il risultato è stato deciamente interessante, merito anche del pesce che era molto buono. E' per questo che probabilmente dalla signora ci tornerò, ma stavolta sarò molto chiara e diretta. Le chiederò di darmi il tempo che mi serve per pensare. E che diamine. caspiterina.
Ecco cosa vi occorre (2-3 persone):
- 2 triglie
- circa 1/2 kg di gamberi
- 1 spicchio di aglio
- sale
- pepe
- pecorino romano
- 250 gr di tagliatelle (io ho usato quelle di Bendetto Cavalieri)
- 3-4 pomodorini
- olio evo
Sgusciate i gamberetti e sfilettate le triglie.
Tagliate a listarelle i filetti di triglia.
Fate scaldare in una padella dell'olio con lo spicchio di aglio. Gettatevi dentro le triglie e i gamberi e fate rosolare. Togliete l'aglio e salate.
Fate cuocere la pasta secondo le istruzioni di cottura.
Poco prima che la pasta arrivi a cottura, gettate nei gamberetti i pomodorini tagliati. Scolate, quindi la pasta con un ragno e unitela al condimento.
Pepate, impiattate e sporverizzate con del pecorino romano grattuggiato.
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fusilli al pesto di rucola home made
25/04/2012
Non so se succede anche a voi, ma da me al supermercato è impossibile trovare la rucola che non sia quella "della busta". Quindi o hai tempo di andare al mercato infrasettimanale, e io non ne ho, oppure se hai voglia di rucola ti adegui ob torto collo al malcostume comune. Io ogni tanto mi adeguo, lo confesso. Ma la cosa non mi va giù, e ci rimurgino.
Sono anche andata a prendere di petto il fornitore di frutta e verdura del supermercato dove vado di solito, che per il resto della fornitura non si fa parlare dietro, chiedendogli la grazia della rucola, quella vera. E lui mi ha risposto che "la gente preferisce quella delle buste". Io mica ci credo. La gente non è scema, pagare di più per una cosa che vale di meno...sarò strana io. Forse, gli interessi e le logiche sono altre.
A tratti vengo presa da pessimismo cosmico, e penso che anche noi italiani, finiremo per mangiare quelle cose lì che vedete in foto, e che preciso, a casa mia hanno la sola funzione di soprammobile. E così, quando proprio arrivo al limite della sopportazione, scatta la spedizione punitiva in un agriturismo che è qui dalle mie parti. Il problema è che ci arrivo sempre dopo periodo di privazione, e lì presa da una sindrome a metà tra la fame atavica e lo shopping compulsivo, ne prendo quantitativi, che umanamente non è possibile consumare. Mi sono ritrovata quindi, col frigo trabordante rucola, presente la mogle di fantozzi con il pane? Ecco, più o meno.
Dell'aglio fresco che ho in frigo ve ne ho già parlato, l'idea del pesto era scontata, ma pure buona. E quindi l'ho fatto. Ora però, non è che io faccio il pesto di rucola un giorno si e l'altro pure, quindi mi sono andata ad ispirare un po' in giro nella rete. Ho preso questa di giallozafferano, ma l'ho totalmente stravolta nelle proporzioni.
Ho usato meno olio, perchè un bicchiere, francamente mi pareva esagerato, ci ho messo l'aglio fresco e ho tostato i pinoli prima di metterli nel mixer, per aumentare la fragranza finale. Ho aggiunto del ghiaccio, per mantenere il verde brillante della riucola e per ovviare al fatto che togliendo l'olio avevo diminuito troppo i liquidi.
Eccovi la mia versione:
- 120 gr di rucola, quella vera
- 1/4 di aglio fresco
- 70 gr di parmigiano
- 30 gr di pecorino romano
- 50 gr di pinoli
- 1 bicchierino da caffè di olio evo
- sale un pizzico
- 4 cubetti di ghiaccio
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Tagliatelle carciofi menta e culatello
14/02/2012
Tana per me! Vado matta per i carciofi. Li adoro.
Immagino che la cosa era deducibile dai miei ultimi post. Ma credo sia il caso di uscire allo scoperto e confessarlo senza indugi, in modo che possiate farvene una ragione sulle mie prossime pubblicazioni.
Eccovi quindi un primo piatto.
L'idea mi è venuta facilmente, il culatello e la pasta di Benedetto Cavlieri erano l'ambito premio del contest Pasta solo Pasta di Atmosfera Italiana...e la menta era sopravvissuta allo scopo alle abbondanti nevicare di uesti giorni. Era destino.
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farfalle rughetta salmone e pinoli
05/02/2011
Eccomi di nuovo!
oggi è il giorno della prima pappa di mia figlia! no non temete, non gli ho fatto la pasta al salmone :), solo che sono tutta concentrata sul suo pranzo e quindi per noi ho optato per qualcosa di veloce.
Ho aperto il frigo e in primo piano c'erano il salmone, la rughetta...e da li è nata questa pasta
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