Ospitata di Pasqua: il casatiello di mia madre
30/03/2013
Nelle mie vene scorre anche sangue napoletano, pare che mia nonna materna fosse la cugina carnale di tale Giacomo Rondinella, che per chi non lo conosce, era appunto una cantate napoletano, quello a cui Totò fece cantare Malafemmena, per dirne una.
Pare inoltre che la nonna fosse figlia di quella Napoli bene, quella del Vomero, quella con i soldi.
Il bisnonno infatti aveva diversi negozi da barbiere, ma pare anche che amasse giocare carte e pure la compagnia femminile. In poche parole dopo qualche anno gli rimase in mano, di tutto l'impero, solo un paio di forbici e si trasferirono a Roma.
Tutto per dire, che a casa mia c'è anche l'influenza della cucina napoletana, a dire il vero però, il casatiello lo fa mia madre, è compito suo. O meglio, è meglio che lo fa lei.
Ci sono delle cose, infatti, che non c'è niente da fare a lei vengono meglio e sono:
1. la amatriciana
2. le lenticchie di capodanno
3. il casatiello, appunto.
e io lo riconosco e commissiono. Questa la ricetta che i ha dettato lei, qualcuno noterà l'assenza delle uova, bhè a noi sta cosa dell'uovo infilato dentro con tutto il guscio non ci piace. Ecco.
Ecco cosa vi occorre:
1 kg di farina 00
1/2 l di acqua tiepida
sale q.b.
1 dadino di lievito di birra
100 gr di prosciutto crudo
100 gr di pancetta affumicata
100 gr di salame tipo Napoli
100 gr di parmigiano a scagliette
100 gr di fontina a pezzi
100 gr di provola affumicata
150 gr di strutto
pepe macinato q.b.
Sciogliere il lievito nell'acqua e poi impastare con questa acqua la farina con il sale e il pepe.
Aggiungere lo strutto, tutto con le mani e aiutandosi se necessario con un po' di farina.
Aggiungere via via il resto degli ingredienti.
Far livitare il tutto dentro una teglia unta e infarinata e alta per 2-3 ore almeno in un posto tiepido e coprendola sopra.
Infornare a 200°C per 40 minuti circa.
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Ci ho avuto la visione: Topinambur, zucca, i di lei semi e foie grass
02/02/2013
Potrei fare la figa e fare la parte di quella che mangia Topinambur da una vita. Tipo, che mia madre me ne metteva due fettine nella pagnottella che mi portavo all'asilo per la merendina.
La verità però è che io il topinambur l'ho scoperto da poco e mia madre nel panino mi ci metteva il salame, e quando voleva fare la strana, la mortadella.
Che poi 'sto tubero, che mi dicono sia sempre esistito, è praticamente comparso da poco agli onori della grande distribuzione, prima pare che lo vendessero solo ai piemontesi per fare la bagna cauda, ti chiedevano proprio la carta d'identità.
Umorismo da due soldi a parte, sta di fatto, che ultimamente mi è capitato di trovarlo al supermercato vicino casa mia, l'ho comprato al volo e sono tornata a casa felice e gongolante. Cosa volete, mi basta poco, per svoltare la giornata.
Prima cosa appena arrivata a casa, senza manco mettere a posto la spesa, l'ho sbucciato l'ho assaggiato e mentre assaporavo mi è venuta in visione questa zuppa. La zucca ad elemento dolce, i suoi semi tostati a dare croccantezza e amaro, e fettine di foie grass a dare il tocco grasso sciccoso, che ci stava tutto, signore mie. Foie grass, peraltro gentile omaggio di Marco, quello di 2°Me
Ho messo a posto la spesa, e l'ho fatta, e modestia a parte, ha confermato le aspettative.
Ecco cosa vi occorre:
- 1 topinambur
- 300 gr di zucca
- qualche rotellina di porro
- olio evo
- 1 cucchiaio di semi di zucca
- qualche fettina di foie grass
- sale
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La famo strana: Vellutata di zucca con polvere di caffè.
11/11/2012
Potrei dirvi che è stata una mia illuminazione, ma sono visceralmente onesta e non ce la farei. L'idea l'ho rubata durante la cena stellata a 4 mani di Eataly con Fabio Cucchelli e Alessio Devidè. Quale idea? L'abbinamento della polvere di caffè alla zucca. Ci sta una meraviglia, perchè contrasta il dolce della zucca che a volte è stucchevole.
Loro ci avevano fatto un risotto, io ho optato per una vellutata.
Ecco cosa vi occorre per 2-3 persone:
- 1 patata grossa
- 300 gr di zucca tagliata a dadoni
- olio evo
- qualche rondella di cipolla
- polvere di caffè (il caffè macinato per capirci)
- sale
Io ho fatto tutto con la pentola a pressione. Ovviamente potete anche fare con la pentola normale, ma ci vuole più tempo.
Fate stufare la cipolla con un po di olio evo. Aggiungete la zucca e la patata tagliata a tocchetti e fate rosolare un poco.
Coprite con acqua calda, chiudete la pentola e fate cuocere 10 minuti dal fischio.
Con l'aiuto di un minipimer riducete a vellutata, servite e spolverizzate con del caffè.
Decisamente buona e particolare e pure mooolto dietetica che non c'è la traccia di formaggio. Provare per credere.
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Speedy vellutata di carote viola
21/10/2012
Già vi ho parlato del supermercato vicino casa mia, il PAM di Marino, per capirci. Ci vado spesso soprattutto per la frutta e la verdura. Perchè la prendono da produttori locali, insomma a km0 come dicono quelli bravi.
L'ultima volta ci ho trovato le carote viola.
Ovviamente le ho comprate.
Me le sono portate a casa.
Me le sono guardate.
E ho detto ci faccio la crema.
Ispirata dalla ricetta di Pici e Castagne ci ho messo pure il latte, che di solito non uso per queste preparazioni.
Siccome poi sto sempre di corsa, ho infilato il tutto in pentola a pressione.
Ecco cosa vi occorre (2-3 persone):
- 7-8 carote viole
- 1 patata piccola
- qualche rondella di porro
- 2 bicchieri di acqua
- 1 bicchiere di latte intero
- parmigiano q.b.
- olio evo
Nella pentola a pressione mettete le rondelle di porro e l'olio evo, fate stufare e aggiungete le carote a pezzetti e poi la patata, salate, ricoprite con i liquidi e chiudete. Contate 10 minuti dal fischio e poi togliete dal fuoco.
Con l'aiuto di un minipimer riducete a crema, spolverizzate di parmigiano reggiano e servite.
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Circa la morte della zucca: vellutata di zucca e amaretti
23/01/2012
Io dell'amaretto nella vellutata di zucca mica lo sapevo...poi una sera davanti a Masterchef la rivelazione. L'amaretto con la zucca è la morte sua. Pare.
Sembra che la cosa fosse di dominio pubblico e solo io avevo trascinato un' esistenza nell'ignoranza di tale nozione culinaria.
Proviamolo, orsù! mi sono detta.
Onestamente, la morte della zucca a mio avviso è il peperoncino. Ma ogni tanto, come variazione sul tema, l'amaretto ci sta tutto.
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