Salsicce, uva e versa il vino!

Capita che gironzoli su facebook e che ti cappita sottocchio un post, e capita pure che non te lo riesci a levare dalla mente. Il post era quello di una ricetta della tradizione, il colpevole di averlo messo on line Andrea di Corte del lupo
 
Poi succede che esci, fai la spesa e per puro caso compri pure salsicce e uva, così, giusto per stare pronta all’evenienza.
 
E poi tempo due giorni, una sera, di quelle che torni a casa con tanto bisogno di coccole, ti ritornano in mente e le salsicce e l’uva e pure quel post, e ti ricordi pure che la ricetta via mail te l’hanno mandata.
 
Capita, ve lo assicuro, eccovi le prove: 

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Ecco cosa vi occorre per 2 persone:

  • 4 salsicce
  • 200 gr di acini di uva senza vinaccioli
  • olio evo
  • 1 cipolla piccola

Prendete la cipolla e fatela stufare nell’olio, aggiungete le salsicce intere e bucherellatele. Aggiungete gli acini schiacciandone qualcuno con una forchetta, e proseguire la cottura con coperchio per una mezzoretta.

Nella ricetta originane Andrea di Corte del lupo, ci aveva messo pure i semi di finocchio, ma a casa mia non vanno tanto di moda. Voi provate la versione che più vi aggrada.

Per il resto, questo il vini in abbinamento proposto da Franco Ziliani di Vino al vino.

Franco Ziliani

Salsiccia uva e cipolla: Versa il vino! Eccellente Marzemino! 

 

Cara amica capitolina, mi piace questa ricetta molto autunnale dove accanto a quel maiale (nella fattispecie la salsiccia) che si onora a dovere proprio in questi giorni intorno a San Martino, e alla cipolla prevedi anche il frutto che dell’autunno è l’emblema, l’uva. E allora d’istinto, senza nemmeno pensarci tanto su, perché i “matrimoni d’amore”, come mi insegnava Gino Veronelli giusto 30 anni fa (sembra ieri…) a tavola nascono spesso per intuizioni fulminee, penso di consigliare a te e alle tue lettrici (anche ai maschietti se ci sono) l’abbinamento ad un vino che amo moltissimo e che al momento non gode di grande popolarità nella sua terra d’origine, il Trentino. Parlo del Marzemino, pardon, del Trentino Marzemino Doc,  che nasce dall’omonima uva nella zona della Val Lagarina, tanto per intenderci l’area intorno a Rovereto. Un vino che piaceva molto anche a Mozart, a dire il vero al librettista principe delle sue opere, Lorenzo Da Ponte (che però si riferiva al Marzemino passito della zona di Conegliano dov’era nato) che lo cita nel Don Giovanni, e che a me, con la sua vinosità accentuata, i profumi che richiamano i frutti di bosco e la viola mammola, un qualcosa di selvatico, ed il gusto ben secco, pieno, con un fondo delicatamente amarognolo che richiama la mandorla e la terra bagnata, piace abbinare ai piatti dove sono protagonisti il maiale, la stupenda lucanica trentina, ed i funghi. E anche se il Marzemino oggi non gode dell’immagine che merita, e non capisco perché, tanto e buono, tanto si fa bere, diretto, esuberante, schietto, con quel pizzico di ruvidezza perfetta per sgrassare i piatti a base di maiale, penso che su questo tuo piatto saporito possa andare benone. Magari quelli classici di Letrari o di Simoncelli. Versa il vino! Eccellente Marzemino! 


 

Salsicce, uva e versa il vino!ultima modifica: 2013-11-12T19:31:34+01:00da amarituda
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